Si trasmette nella tradizione Islamica un detto del Profeta (S.A.A.W.S) pronunciato dal ritorno da una spedizione di guerra: " Siamo tornati dalla piccola guerra santa alla grande guerra santa" su cui si fonda una concezione fondamentale per l'intera dottrina islamica la cui relazione con la pace è molto ben  spiegata da Jalal ud Din Rumi  nel 31 capitolo del "Libro delle profondità interiori" e dagli scritti dello Sheik Abdel Wahed Yahiasul simbolismo della croce.

Rumi:  "I profeti e i santi non compiono forse grandi sforzi? Il loro loro primo sforzo è uccidere la loro anima concupiscente e rinunciare ai desideri: ecco la grande guerra santa (Jihad akbar).


Sheik Yahia : "....L'applicazione  sociale  ed esteriore della (Jihad) è soltanto secondaria, e quel che lo fà chiaramente vedere è il fatto che essa costituisce unicamente la "piccola guerra santa", mentre la "grande guerra santa" è di carattere puramente interiore e spirituale.
Si puo dire che la ragione d'essere essenziale della guerra ( intesa in senso legittimo e tradizionale), da qualsiasi punto di vista e in qualsiasi ambito la si consideri, è quella di fare cessare un disordine e di ristabilire la pace e l'ordine.
La "grande guerra santa" è la lotta dell'uomo contro i nemici che egli porta in sè, ovverosia contro tutti gli elementi che, in lui, sono contrari all'ordine e all'unità. 
L'uomo deve, prima di ogni altra cosa e costantemente,  tendere a realizzare l'unità in se stesso, in tutto ciò che lo costituisce, secondo tutte le modalità della sua umanità: unità nel pensiero, unità nell'azione, e pure, che è la cosa forse più difficile unità tra pensiero e azione". 

L'unità dell'intenzione e la costante tendenza verso un centro interiore immutabile ( nel quale si trova la vera pace)  sono rappresentate simbolicamente  nell'Islam dall'orientamento rituale della preghiera . (Qibla)