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RECREATIO


RECREATIoregistrato presso il “Cisternino Pian Di Rota"
a Livorno, ottobre 2016

prossime date →

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RECREATIO


RECREATIoregistrato presso il “Cisternino Pian Di Rota"
a Livorno, ottobre 2016

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recreatio

OREB, il titolo dell'ultimo progetto di Dimitri Grechi Espinoza, è un altro nome per indicare il monte Sinai, dove Mosè si incontrò “faccia a faccia” con Dio, in un dialogo che si farà materia incandescente per tutta l’umanità nelle Dieci Parole dell’Insegnamento. Ma Oreb è anche il monte sul quale il profeta Elia, stanco e disgustato per aver troppo ucciso, incontra la voce silenziosa di Dio. Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco; ma in una “voce di silenzio sospeso”, appena percepibile all’udito. È questa qualità del silenzio che esprime il Sax solo di Dimitri Grechi Espinoza: uno spazio silenzioso che occorre creare dentro di sé prima di parlare con l’Altro, prima di parlare con gli altri.
Gabriella Caramore - conduttrice di “Uomini e Profeti” Rai Radio3

Questo cd, seconda tappa del progetto OREB per sax solo, è il risultato del pensiero compositivo frutto delle mie conoscenze nell'ambito della scienza musicale classica occientale e di altre culture musicali di questo pianeta. Ogni brano narra di un aspetto della Natura e della sua creazione. Le composizioni sono definite utilizzando sia i principi della modalità che quelli dell'armonia tonale. Ho utilizzato il metodo della ripetizione/variazione di piccole cellule melodico/ritmiche e dialogato con il reverbero della struttura architettonica e gli armonici da essa generati per produrre, con uno strumento monofonico e senza sovraincisioni, una polifonia reale. La mia principale finalità è quella di condurre l'ascoltatore attraverso il suono e la forma musicale e riscoprire quel reverbero interiore dal quale trae origine ogni possibile musica.

Il Cisternino Pian di Rota, ubicato sulle colline appena fuori Livorno, nasconde, all’interno di un palazzo di architettura neoclassica del 1845 uno spazio enorme, un tempo adibito a raccogliere e depurare le acque dell’acquedotto Leopoldino. La pianta è rettangolare con due esedre semicircolari poste sui lati corti. Due colonnati sorreggono una serie di volte a vela e dividono il serbatoio longitudinalmente in tre navate e trasversalmente in cinque. Un ballatoio, costruito circa a metà altezza fra la base del serbatoio e la volta, permette di percorrere l’intero perimetro interno. In un primo sopralluogo abbiamo verificato la fattibilità della registrazione, ascoltato il riverbero naturale dell’edificio e scelto il posizionamento dei microfoni e della regia. Per ragioni di sicurezza non è stato possibile scendere all’interno del serbatoio, ma il ballatoio, grazie alla sua altezza, è stato congeniale alle nostre esigenze di ripresa.

Dimitri ha scelto di suonare nell’esedra semicircolare posta sul lato a destra rispetto all’ingresso. Ci siamo subito accorti del differente riverbero che si produceva allontanandosi dalla sorgente sonora: si avvertivano modulazioni che diventavano sempre maggiori all’aumentare della distanza dalla sorgente, probabilmente tali modulazioni erano dovute ai parallelismi della struttura e alle onde stazionarie che si producevano. Così ci siamo risolti a usare otto microfoni per la registrazione. Un microfono a condensatore a diaframma largo per la ripresa più ravvicinata, un microfono a condensatore a diaframma piccolo per una ripresa a circa due metri dal musicista e tre coppie a condensatore stereofoniche per le riprese di ambiente: una nella prima navata trasversale più vicina al sax, un’altra nella navata centrale e l’ultima nell’esedra opposta rispetto a quella del musicista. L’idea che ha informato le nostre scelte è stata quella di rispettare ciò che abbiamo colto dello spirito del progetto musicale,  un solo musicista suona il suo strumento interagendo con l’ambiente che diventa parte integrante della composizione e della produzione sonora. Così non si è trattato di riprendere solo un sassofono, ma l’intera struttura diventata uno strumento musicale. Pertanto la registrazione tenta di cogliere la musica come un’esperienza di ascolto unica e irripetibile fuori dal tempo dell’esecuzione e dal luogo nel quale si è prodotta. Un ascoltatore che avesse assistito all’esecuzione sarebbe stato costretto a scegliere un solo punto di ascolto, privilegiando un suono più diretto, vicino al musicista a un altro dove sarebbe stato maggiore il riverbero. Ciò che si ascolta nel disco invece è la somma di più punti di ripresa, impossibile per un orecchio umano: è il suono che solo un ascoltatore ideale potrebbe cogliere. Il miglior suono possibile per godere di quest’esperienza musicale.

REDROOM Studio

Un sax che si libera nell’architettura di un edificio religioso.

La musica di Angel's Blows è il frutto dello studio che conduco da molti anni sul rapporto fra suono e spazio sonoro e sul suo significato spirituale. Devo ringraziare S. E. Mons. Benotto e Mons. Lucchesini e L’Opera Primaziale per avermi concesso il privilegio di registrare queste “preghiere sonore” nel Battistero di S. Giovanni in una delle più “miracolose” piazze della cristianità. Battistero che è a sua volta un'architettura sonora perfetta per lo scopo che come artista di ques’epoca mi sono prefisso: contribuire a riportare la musica alla sua originaria funzione di “dialogo” con il Sacro, nel quale superare differenze di credo, distanze culturali e incontrare se stessi e gli altri nella conoscenza dell’Unità che lega l’intero ordine cosmico. 

Registrato nel Battistero di Pisa nel marzo 2014 e mixato nell'aprile 2014 al Redroom Studio (Nodica, Pisa) da Flavio Innocenti, Giovanni Ghezzi e Luca Matteucci.

Oreb e' stato eseguito :

Pantheon (Roma), Chiesa della Pietà ( Venezia), Duomo di Barga (Lucca), Battistero S.Giovanni  (Pistoia), 
Museo Archeologico  (Verrucchio), Museo Interreligioso (Bertinoro), Cattedrale St.Giles (Edimburgo),  Notre Dame d' Espérance (Parigi)
Chiostro Sisto Sacro Convento ( Assisi), Battistero S.Giovanni (Pisa),  Parco delle Groane (Milano), Pinacoteca di Brera  (Milano),
Rocca di Castruccio (Serravalle), Castello dei Vicari (Lari), Chiesa S.Caterina (Livorno), Chiesa S.Caterina  (Pisa), , Museo Diocesano (Milano), Santuario della Madonna dell'Umiltà (Pistoia),  Pieve S.Maria (Ancona)Museo del Tessuto (Prato), Chiesa della Grande Madre (Torino),  Oratorio del Crocifisso (Foligno), Teatro Asioli (Correggio) P.za dei Cavalieri (Pisa),  Chiesa S.Teresa (Formia),  Villa Bombrini (Genova), Lungomare Falcomata ( Reggio Calabria) Chiesa S.Michele (Lucca), Mediateca Helèn Berr (Parigi), Basilica S.Gaudenzio (Novara), Chiesa del Purgatorio ( Terracina), Balaton Festival ( Ungheria), Parco del Monte Cucco (Perugia).

 

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BIO


 

 

 

 

 

 

BIO


 

 

 

 

 

 

Dimitri Grechi Espinoza è nato a Mosca nel 1965.

Ha frequentato il Jazz Mobile di New York e completato i corsi di alta qualificazione professionale presso Siena jazz con P. Tonolo. Nel 2000 ha fondato il gruppo di ricerca musicale Dinamitri Jazz Folklore che nel 2014 ha ottenuto il 2 posto nella classifica della rivista Musica Jazz come miglior gruppo italiano. Nell'agosto del 2001 è stato invitato a suonare al festival Panafricano a Brazzaville (Congo). Dal marzo 2002 al 2003 ha collaborato con Goma Parfait Ludovic, direttore della compagnia congolese Yela wa, nell'ambito della ricerca sulla tradizione della musica di guarigione africana con seminari e spettacoli. Dal 2004 svolge la sua attività principalmente in due direzioni: l’applicazione dei risultati delle ricerche sulle culture tradizionali alla musica del gruppo Dinamiti Jazz Folklore, e al concerto in solo “Oreb”, oltre all’attività didattica. Nel 2011 ha partecipato al “Fesival Au Desert” in Mali, e dal 2012 al 2014 ha diretto il progetto “Azalai-Carovana musicale” con il quale ha suonato in alcuni dei più grandi festival europei.